Festa liturgica della Fondatrice

BEATA TERESA GRILLO MICHEL

Il 24 maggio 1998 a Torino madre Teresa Michel Grillo fu posta all’attenzione di tutta la cristianità; dichiarata Beata da Giovanni Paolo II, molti si chiederanno per quali ragioni e per quali scelte madre Michel viene additata come esempio ai credenti.

Riflettiamo su alcuni paradossi, se così si possono definire, riguardanti la sua esperienza umana e cristiana.

Donna brillante della buona società alessandrina, dopo la morte del marito ufficiale dell’esercito sabaudo, orienta la sua vita in modo quasi antitetico a quanto fino a quel momento aveva amato e stimato un bene per se stessa. Non che non avesse una sua fede cristiana, ma non tale da “giungere al punto del non ritorno”, cioè ad un momento che segnerà per sempre il cammino della sua vita. Che cosa sia avvenuto in lei da farle “abbandonare ” quanto fino a quel giorno era stato la sua vita di buona sposa, ed amare tanto il suo Dio e i suoi fratelli “più miseri” da dare tutta se stessa e tutto il suo agli “ultimi e agli “emarginati”, solo lei lo sa.

Ecco il primo paradosso, agli occhi del mondo s’intende: rinunciare a ciò che nella vita è anche lecito ed abbracciare ciò che anche altri vorrebbero, ma non lo faranno mai; Teresa Michel ha posto l’amore del prossimo, alla luce dell’amore di Dio, al primo posto. Anzi ne ha fatto l’oggetto fondamentale della sua vita.

Un secondo paradosso; se altri avessero trovato sulla strada intrapresa tante difficoltà quante ne ebbe lei, avrebbero immediatamente abbandonato ogni intento. Anzi si sarebbero chiesti, alla luce della fede, se tutte quelle “quasi” insuperabili difficoltà non fossero segno che la Provvidenza ad altro li chiamava. Difficoltà non venute tanto dalla pochezza dei mezzi materiali, anzi quelli abbondarono con l’intervento del Senatore Borsalino, ma anche dai Superiori religiosi, anche dal Vescovo stesso di Alessandria. La sua fede la legava all’invito di Cristo Signore: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuol salvare la propria vita, la perderà: ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà” (MT 16, 24-25). Per questo legò strettamente la sua vita spirituale a Cristo Eucarestia, non si perse d’animo e proseguì nel suo intento.

Un terzo paradosso. Normalmente ricordiamo qualcuno per le sue gesta personali, perché ha donato la sua vita per un ideale. Noi ricordiamo madre Michel anche perché è viva in mezzo a noi con le sue figlie spirituali. Non ha lasciato solo un ricordo, ha lasciato persone che continuano la su opera; e tutto questo nel campo del sociale, per una donna di fine secolo scorso del tutto precluso, anzi deprecato per una donna. Seppe rompere le tradizioni, per lei ormai desuete, per inserire la donna nei servizi della carità più avanzata ed anche meno protetta: quella dei portatori di handicap. Un coraggio e una intuizione che non potevano non essere suggerite da quell’amore che apprendeva quotidianamente davanti alla presenza di Cristo Signore nel Sacramento dell’Eucarestia, presenza reale di Cristo tra gli uomini fino alla fine dei tempi.

Madre Teresa Michel è una meraviglia agli occhi di chi sa vedere anche gli altri oltre se stesso. Una meraviglia permanente da guardare con stupore e da seguire.

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