La consolazione del Rosario nella pandemia

 Maria è il modello per tutti

Il 30 maggio prossimo il Papa chiama a raccolta i Santuari mariani di tutto il mondo per chiedere alla Madre Celeste i doni della speranza, della misericordia e della consolazione in tempo di crisi sanitaria globale.

C’è anche il Santuario della Madonna di Pompei in Campania, tra i luoghi di culto dei cinque continenti che hanno aderito alla preghiera comune del Rosario, il 30 maggio prossimo, con il Papa e su iniziativa del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Quel giorno alle 17.30 dalla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani, il Pontefice sarà in diretta mondiovisione con i fedeli per chiedere alla Vergine speranza e consolazione di fronte alla pandemia di coronavirus.

L’arcivescovo Tommaso Caputo, Delegato Pontificio del Santuario della Madonna di Pompei ci indica con quale spirito si appresta a questa preghiera globale, insieme a tutta la comunità campana:

In questi giorni il santuario di Pompei è di nuovo pieno di pellegrini. Questo significa che in questo posto, sotto gli occhi della Madre, si sentono confortati, possono confidare in Lei e chiedere la sua intercessione. E Maria senz’altro è il modello per tutti: è stata la prima dei seguaci di Gesù, la prima tra i cristiani, e Lei, che ha vissuto tutte le esperienze della vita e in modo particolare Lei sempre stata sempre presente, dal momento della Annunciazione fino alla Croce, sempre lì fedele. Maria ci aiuta a dare un senso anche a questo, ma anzitutto ci riscopriamo fratelli e abbiamo riscoperto la preghiera del Rosario in questo periodo. È straordinario, perché è la Madre che ci attira, ma, come sempre, Lei poi ci dice, come alle Nozze di Cana: “Fate quello che Lui vi dirà”.

Papa Francesco al santuario della Madonna di Pompei nel 2015

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