Istituto Divina Provvidenza – Alessandria

ALESSANDRIA 15121

Piazza della Divina Provvidenza, 10

  • Assistenza a signore anziane
  • Assistenza a disabili fisiche e psichiche
  • Pastorale parrocchiale

(Antico Ospizio)

Nell’autunno del 1922 il senatore Teresio Borsalino – la cui azienda s’era guadagnata una fama mondiale – provvide alla costruzione del Piccolo Ricovero (dai decrepiti

e troppo angusti locali di via Faà di Bruno ad una sede nuova di complessivi 17.000 mq. – su progetto degli ingegneri Arnaldo Gardella e G. Martini). Nell’unità organica del grande stabilimento si snoda l’articolazione di vani interdipendenti – sette palazzi – e al nucleo tematico centrale si lega la chiesetta in stile romanico; i valori estetici si coniugano con un apparato ricco di possibilità dinamiche.

Non fu solo un luogo di sofferenza ma anche un luogo di speranza, un centro costruito con fede e coraggio, voluto da Teresa Grillo, nei marosi di una esistenza vissuta giorno dopo giorno per i vecchi ammalati, per orfani e giovani subnormali.

Il 15 ottobre 1927, in occasione della festa onomastica di madre Michel, il Senatore le fece dono delle chiavi dell´ Istituto, il quale rimase così aperto senza altre formalità.
Le chiavi d´argento, poste in un elegante astuccio, erano accompagnate da una lettera autografa del Senatore, riportante le seguenti parole:

“Mi permetto di inviarLe le chiavi della nuova casa della Divina Provvidenza. Chiaro e significativo vuole essere il simbolo delle chiavi. Dò alla S/V Rev.ma consegna formale del nuovo edificio. Ella, in nome del Signore, prenda possesso del piccolo regno della carità che io sono ben felice d´aver edificato per ispirazione di Lei Rev.da Madre e del Buon Dio.
Le chiavi sono due: una per la porta maggiore del pio ospizio con la medaglia della Madonna della Provvidenza, l´altra è per il Tabernacolo, con la medaglia di Gesù Eucaristico.
Ella, con preghiere e virtù, darà a noi ed ai poveri altre chiavi d´oro”.

Teresio Borsalin


IERI

OGGI


Attività

L´Istituto, organizza molteplici attività quali: didattiche, di riabilitazione, di animazione, sedute di musicoterapia, incontri e colloqui con la figura della psicologa oltre alla principale cioè offrire assistenza a coloro che si trovano in una situazione di particolare difficoltà .
Gli scopi delle attività possono differenti ma l´ obiettivo è comune: mantenere le capacità di base della singola ospite ponendo attenzione all´ unicità della richiesta. Inoltre, si vuole offrire un maggiore stimolo alla quotidianità , cercando di mantenere una buona socializzazione con i pari e con gli operatori che si susseguono e che collaborano con l´ intento della Casa e la spiritualità ed il carisma delle figure religiose di riferimento.
Gli operatori professionali presenti in organico, si relazionano ogni giorno sia con il gruppo sia con la singola persona, utilizzano differenti strumenti che la Casa mette a disposizione per garantire il massimo del servizio dedito alla cura del sè ed altrui persona, pur mantenendo il senso proprio di una grande famiglia laddove ogni singola persona è protagonista e partecipe della stessa quotidianità .

Le attività garantiscono dunque, un supporto non soltanto di rieducazione motoria soprattutto un sostegno morale e psicologico atto ad aumentare e migliorare la situazione di disagio.
Tutte le ospiti della Casa, partecipano con buona volontà e liberamente in molti gruppi che si sono organizzati per le varie attività e a seconda delle proprie abilità ed affinità raggiungono buoni risultati sia individuali che di appartenenza al gruppo interiorizzando le più comuni regole di convivenza pacifica e quotidiana.
Molte sono le attività manipolative in cui si evidenzia la creatività di ognuna, altre invece mettono in luce la capacità di relazionarsi evidenziando il fatto di essere ancora una persona vitale.

Incontri/colloqui con la psicologa
La componente pratica dell’attività musicale consente la sperimentazione di azioni concrete senza che l’ospite si confronti con capacità perdute, permettendogli di sperimentare situazioni di benessere e momenti gratificanti che contribuiscono al mantenimento dell’autostima, di soddisfazione e di un buon tono dell’umore (aspetti che progressivamente si annullano col progredire della malattia). Particolare momento in cui le ospiti attraverso l´ incontro con la psicologa si ritrovano a manifestare attraverso il colloquio il proprio stato emozionale elaborando una situazione di disagio o di disabilità al fine di espletare in maniera differente i propri vissuti. Tali incontri, inoltre, permettono di consolidare e/o aumentare l´ autostima e mantenere una buona relazione socializzante sia con le ospiti stesse sia con le operatrici di riferimento. La psicologa mira gli interventi valutando lo stato di necessità ed interagisce periodicamente durante le sedute con il supporto di elaborati e piani di lavoro che consentono una maggiore partecipazione al fine di mantenere a livelli buoni l´ interesse delle ospiti.

Attività didattiche

Si organizzano per le persone diversamente abili, il cui scopo è mantenimento capacità di base, socializzazione ed accompagnamento alla realtà esterna. Si organizza la scuola articolata in diverse discipline dall´ educazione artistica alla stesura del giornalino ¨ Piccole Storie¨, periodico in cui si descrivono gli eventi della Casa ed anche si ricerca materiale da raccontare riguardanti fatti realmente accaduti. La divulgazione del giornalino permette di conoscere maggiormente questa particolare realtà . Altra importante attività è l´ organizzazione del saggio, manifestazione di fine scuola in cui le protagoniste salgono sul palcoscenico alternandosi in diverse performances. Inoltre, si evidenziano uscite esterne.

Attività di riabilitazione

Consente di migliorare le prestazioni motorie per una maggiore autonomia personale. Tale attività si organizzano per le ospiti della Casa che necessitano di rieducazione motoria causata da trauma e da patologia. La fisioterapia offre ausili e tecniche all´ avanguardia, inoltre la presenza quotidiana dell´ operatore professionale permette e garantisce un intervento mirato ed efficace alle ospiti che si trovano in difficoltà . L´ operatore in collaborazione con figure mediche interagisce sia con l´ individuo singolo sia con il gruppo prestando attenzione e focalizzando interventi specifici il cui scopo è sicuramente quello di migliorare una disagiata condizione di vita e raggiungere livelli di autonomia prefissati.

Sedute di musicoterapia

Risulta spesso difficile immaginare un progetto di musicoterapia in un contesto di anziani, soprattutto quando questi sono in una situazione di disagio causata dalle loro precarie condizioni di salute, le quali intaccano e non poco il loro mondo interpersonale e relazionale.Ogni essere umano ha una propria musicalità innata, impara a relazionarsi con l’ambiente e ad esprimersi ancora prima di acquisire il linguaggio; la peculiarità della musica è di utilizzare la comunicazione non-verbale.Come linguaggio universale accede a livelli profondi e inconsapevoli, bypassando il livello cognitivo. La demenza colpisce irrimediabilmente e progressivamente l’ambito cognitivo lasciando però preservati molti altri aspetti quali la componente emotiva e relazionale.Non esiste una fase nella quale l’ospite non è più idoneo alla musicoterapia; è necessario invece un passaggio consapevole e metodologico di un approccio modulato sulle fasi di malattia. Il mediatore sonoro favorisce il risveglio di motivazione e piacere, permette l’armonizzazione delle sfere cognitive, relazionali, spirituali, motorie, sociali ed affettive della persona, contribuendo al mantenimento delle capacità conservate. Studi recenti di neuroscienza confermano l’esistenza della plasticità cerebrale e orientano la ricerca e l’applicazione della musicoterapia nella riabilitazione (Lopetz, 2007).

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